16 novembre
6 gennaio
2013/2014

F Imperiale - K Milakovic
La Stanza Accanto

a cura di Federica Bybel

La sinergia di intenti che contraddistingue le filosofie artistiche di Fabio Imperiale e Kristina Milakovic sfocia, in seguito a diverse collaborazioni, nella creazione dell’atelier di pittura "Spazio Art 33" a Roma (Via degli Zingari, 33) come luogo deputato alla loro sperimentazione artistica e divenuto conseguentemente spazio di contaminazioni intellettuali. Nella storia dell’arte le influenze e le citazioni hanno sempre costituito un movente per riflessioni che, se criticamente e intuitivamente nutrite, potevano germogliare in feconde possibilità semantiche. 

L’idea di una mostra intitolata “La stanza accanto” nasce dalla volontà di svincolarsi dall’esigenza di una tematica specifica ponendo l’attenzione su quell’invisibile rete di scambi e influenze che ha positivamente condizionato il lavoro di entrambi gli artisti portandoli a condividere lo stesso studio pittorico sulla scorta di un comune sentire. Questa mostra diventa un’opportunità non solo per apprezzare le loro singole sensibilità artistiche, oltre alle qualità pittorico-compositive, ma anche per riflettere su come uno scambio intellettuale e tecnico possa valorizzare e arricchire l’individualità di ciascuno.

Fabio Imperiale crea fermo-immagini di ricordi sbiaditi nel tempo e nell’alienazione di una monotona quotidianità. Le donne in atteggiamenti intimi e raccolti occupano uno spazio immateriale in cui aleggiano vibranti figure prive di coordinate e peso. Una valigia fra le braccia, una locomotiva in partenza, un aereo in volo sono metafore di un viaggio mancato in cui la figura si rifugia nella dimensione neutra dell’attesa in vista di quell’istante in cui si diventa coscienti di voler affrontare realmente quel viaggio, o forse se stessi.

Kristina Milakovic plasma lo spazio della tela ricreando memorie di paesaggi introspettivi in cui elementi ambientali e architettonici si fondano in organismi plastici atemporali. L’artista crea una realtà altra in cui si consuma, senza mai raggiungere risoluzione, una lotta costante tra quello che è e quello che lei vorrebbe che fosse, tutto si crea sotto l’impulso di emozioni bipolari e tutto si distrugge, lì dove ogni sensazione è lecita, lì dove tutto è possibile, lì dove la sua essenza può tradursi in semplici tocchi di rosso.

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