24 giugno
29 settembre
2018

ANTONELLA CINELLI
AD OCCHI CHIUSI

F. BABONI / S. TADDEI

Domenica 24 Giugno alle ore 18 in occasione del Festival Imola In Musica 2018 // Vivi il Festival - il Pomo Da DaMo // Contemporary Art inaugura la mostra Ad occhi chiusi una personale di Antonella Cinelli curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei. Il progetto inedito “Ad occhi chiusi” intende presentare una personale della pittrice Antonella Cinelli all’interno della sede Il Pomo Da DaMo | Contemporary Art. L’esposizione consiste in una serie di ritratti nati dall’incontro e dal dialogo diretto della pittrice con i tre celebri musicisti: Massimo Mercelli, il pianista iraniano Ramin Bahrami, Elio di Elio e Le Storie Tese, che si legano alla prestigiosa manifestazione Emilia Romagna Festival (ERF) diretta dal flautista internazionale Massimo Mercelli. Il titolo fa riferimento all’azione meditativa del chiudere gli occhi da parte dei musicisti per ascoltare meglio il suono del proprio strumento o della propria voce. I ritratti vorrebbero sottolineare il rapporto intimo tra musicista e musica , musica che va appunto ascoltata e non necessariamente seguita con lo sguardo. L’interesse per il volto e la speculazione sul profondo attraverso la sua raffigurazione è un’attitudine tipica della cultura occidentale che non ha riscontri in alcuna altra invenzione figurativa nel mondo. Diverse sono le teorie che associano alla nascita dell’indagine fisiognomica in pittura la genesi della psicoanalisi. Il progetto intende dunque favorire un’indagine introspettiva pienamente consapevole che si è snocciolata in secoli di storia dell’arte dal rinascimento ad oggi attraverso cui l’uomo ha riflettuto su se stesso : così come egli ha pensato a se stesso, così si è rappresentato. Arte e Musica si sono rivelate nei secoli essere due discipline che hanno composto un binomio perfetto atto a rivelare le sensazioni, i sentimenti ed il vissuto dell’uomo. Basti pensare che l’importanza assegnata ad entrambe è quasi sempre andata di pari passo sin dagli albori delle civiltà classiche, a partire ad esempio dai fregi pompeiani. In particolare la ritrattistica seicentesca amava ritrarre i suonatori intenti nell’utilizzare il loro strumento, assorti e quasi incuranti del mondo attorno. Nei secoli compresi tra il XV ed il XVII, si giunse progressivamente alla consapevolezza che tra le arti alcune di esse (pittura, scultura, poesia, musica e danza) occupavano una posizione particolare, costituendo un gruppo autonomo. Fu con C. Batteux, in piena età illuminista, che vennero raggruppate sotto il nome di “belle arti”, poiché creando bellezza, erano capaci di suscitare piacere estetico - basato su valori visivi o acustici - ai loro fruitori. Nel corso dei secoli successivi con l’avvicendarsi di nuove epoche, nuovi gusti e nuove classificazioni, il legame tra la pittura e la musica fu spesso ricercato e sottolineato dagli artisti soprattutto tra Ottocento e Novecento.Con l’arrivo poi del Novecento con il concetto di arte viene in qualche modo a modificarsi anche la resa del concetto di musica. Emblematici sono i due artisti “antagonisti” tra loro, Henri Matisse e Pablo Picasso, che rielaborano il mondo della musica secondo le loro visioni artistiche. Il binomio Arte - Musica ha toccato infine anche la sfera analitica ed è stata adoperata da diversi artisti per dare un significato visivamente emozionale alla musica, primi fra tutti Paul Klee e Vasilij Kandinskij. L’idea principale del progetto è dunque quella di continuare la tradizione storico-artistica della rappresentazione iconografica re-interpretandola in chiave contemporanea, attraverso la documentazione di alcuni protagonisti della scena musicale del territorio emiliano-romagnolo e non, utilizzando la metodologia della frammentazione della visione.

La Galleria dal 25 giugno al 1 luglio e per tutta la durata del Festival Imola In Musica 2018 | Vivi il Festival sarà aperta anche in orario serale.

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